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IL PROTOCOLLO DI INTESA SULLE SPESE STRAORDINARIE COME STRUMENTO PER LA PREVENZIONE DI CONFLITTI

In molti tribunali, al fine di ridurre il rischio dell’instaurazione di contenziosi ulteriori e successivi alla separazione e/o al divorzio tra coniugi con figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, si adottano degli specifici protocolli in materia di spese straordinarie da sostenere.

Come noto, sono “straordinarie” le spese che non rientrano nell’importo dell’assegno mensile da erogare al genitore collocatario dei figli, essendo spese imprevedibili ed imponderabili.

Secondo la giurisprudenza assolutamente prevalente, infatti, includere tali spese in maniera forfettaria nell’ammontare dell’assegno corrisposto mensilmente dal genitore non collocatario potrebbe arrecare un grave pregiudizio ai figli, in quanto questi ultimi potrebbero essere giocoforza privati delle cure necessarie o di altri fondamentali apporti.

I protocolli, ovviamente, vengono stilati d’intesa da rappresentanti della magistratura e dell’avvocatura, ripercorrendo la strada intrapresa dal Tribunale di Milano, che negli anni ottanta e novanta adottò delle tabelle che fissavano dei criteri, tendenzialmente, certi ed obiettivi per la quantificazione del danno da lesioni negli incidenti stradali; tali tabelle, poi, sono state successivamente utilizzate in quasi tutti i tribunali.

Tanto più articolato e preciso sarà il Protocollo di intesa, tanto meno verranno instaurati procedimenti per dirimere liti insorte tra i genitori nella gestione delle spese per i figli.

Ad oggi, in Campania, nessun Tribunale ha ancora redatto dei protocolli, pur essendo in fase di studio una loro realizzazione, che appare quantomeno auspicabile.

Ed invero, in mancanza di protocolli condivisi, la prassi attuale è nel senso che, sempre al fine di tentare di prevenire l’instaurazione di un numero tendenzialmente ampio di conflitti, il Presidente del Tribunale, in sede di emanazione dei provvedimenti provvisori ed urgenti emessi all’esito dell’udienza presidenziale, elenca le voci di spesa da considerarsi straordinarie.

Ma l’utilità dei protocolli non è solo quella di individuare quali siano le spese “certamente” straordinarie ma anche quella di trovare modalità di definizione dell’accordo su tali spese.

In vari protocolli, ad esempio, è stata introdotta la regola del silenzio-assenso: al genitore che deve effettuare la spesa viene imposto l’onere (al fine di ottenere il successivo rimborso) di fornire prova di aver comunicato all'altro genitore di averlo informato della spesa da sostenere fissando un termine di riscontro entro 10 giorni di modo che, in assenza di espresso dissenso, la spesa si intende approvata.

Inoltre, applicando il principio di proporzionalità enunciato dall’art. 155 c.c. (rectius 337 ter c.c.) la ripartizione delle spese extra potrà anche essere prevista in misura diversa rispetto al 50% (si pensi, ad esempio, ad una madre collocataria dei figli, casalinga e totalmente priva di reddito, che non possa in alcun modo concorrere ad una ripartizione equa delle spese straordinarie).

Naturalmente, per ottenere il rimborso di quanto anticipato a titolo di spesa straordinaria sarà necessario esibire un documento giustificativo di spesa (scontrini, fatture, etc…).

Entrando nel dettaglio delle spese straordinarie, come uniformemente disciplinate nei singoli protocolli di intesa, risulta che:

  • per quel che concerne le spese relative alla salute, a seconda della loro natura, a volte vengono ricomprese nelle spese ordinarie, altre volte in quelle straordinarie, richiedendo in genere il preventivo accordo tra i coniugi. Sono ordinarie le cure routinarie(visite di controllo, pediatriche, ecc.) e l'acquisto di medicinali da banco o di uso frequente; sono straordinarie, invece, le cure dentistiche, oculistiche, termali o fisioterapiche; l'acquisto di un paio di occhiali o di un apparecchio ortodontico;
  • in ordine alle spese relative all'istruzione: gli esborsi maggiormente attinenti al profilo scolastico o educativo del minore vengono ricondotti dalla giurisprudenza unanime tra le spese ordinarie (acquisto di libri scolastici, materiale di cancelleria, ecc.). Vengono, invece, compresi nelle spese straordinarie con obbligo di preventivo accordo tra i coniugi: i viaggi studio all'estero, le ripetizioni scolastiche; l'iscrizione ad istituti privati o a corsi di specializzazione, le gite scolastiche che prevedono il pernottamento. Controverso il pagamento della retta universitaria: retta ed alloggio di una facoltà fuori sede sono annoverate tra le spese straordinarie che prevedono anche il preventivo accordo, mente non sempre ha carattere di spesa straordinaria la retta di una Università pubblica situata nella città di residenza del figlio;

  • per le spese extrascolastiche, relative alla cultura, allo sport, al divertimento, alla custodia e alla cura dei figli, rientrano tra quelle da considerare straordinarie, da documentare con preventivo accordo, quelle per lo svolgimento di una attività sportiva e acquisto della relativa attrezzatura, l'acquisto di un computer o di un motorino; le spese per la baby sitter (se contattata per imprevedibili necessità e non in maniera abituale) e quelle per il conseguimento della patente di guida. L’acquisto di un animale domestico non richiede il preventivo accordo, pur rientrando tra le spese straordinarie.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che non si configura un obbligo di consultazione preventiva fra i coniugi per porre in essere quelle spese straordinarie che rispondano al “maggiore interesse” per i figli, permanendo a carico del genitore non consultato il dovere di rimborsare le spese anticipate dall’altro (Cass. Civ., sez. VI, 2 marzo 2016, n. 4182).

Sono considerate spese straordinarie obbligatorie per le quali non è richiesta la preventiva concertazione tra i genitori le spese sanitarie urgenti, l’acquisto di farmaci diversi da quelli da banco, gli interventi chirurgici indifferibili presso strutture sia pubbliche che private, le spese ortodontiche, oculistiche e sanitarie tramite il SSN in difetto di accordo sul ricorso a strutture o professionisti privati, le spese di bollo ed assicurazione del mezzo di trasporto.

Non vi è concordia, invece, sulla classificazione delle spese del trasporto urbano: alcuni (Tribunale di Roma) le classificano come spese ordinarie e rientranti nell’assegno di mantenimento mensile, mentre altri, come il Tribunale di Bergamo e il Tribunale di Firenze, in base ai protocolli da essi stilati, qualificano tali spese come straordinarie per le quali, tuttavia, non è richiesto il preventivo accordo con l’altro coniuge.

Alla luce delle considerazioni espresse, risulta auspicabile che ogni Tribunale adotti un protocollo stilato dagli addetti ai lavori al fine di limitare il ricorso ai tribunali ed un ulteriore inasprirsi della conflittualità tra gli ex coniugi, a danno soprattutto della serenità dei figli.

Avv. Paola Mazzei – Movimento Forense Sezione di Salerno


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