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LE DISAVENTURE (ANALOGICHE) DELL’AVVOCATO TELEMATICO NELL’ERA DEL P.C.T.

Salerno, 6 febbraio 2015 - Ho sempre difeso a spada tratta l’avvento del P.C.T:, sperando che avrebbe reso i tempi della giustizia meno biblici e avrebbe risparmiato agli avvocati lunghe file davanti alle porte delle cancelleria (spesso lesive della dignità umana, prima ancora che professionale).

Allo stato riscontro una serie di disservizi, che mi hanno indotta a recarmi in cancelleria, a fare file, a pretendere e a rivendicare un servizio pubblico dai dipendenti del Ministero della Giustizia.

Cito alcuni episodi emblematici: al Tribunale di Salerno I sez. civile, invio la comparsa conclusionale ex art. 190 c.p.c. non scaricata dal cancelliere nell'ultimo giorno utile per il deposito. Mi precipito in cancelleria, invito il cancelliere a scaricare l'atto in mia presenza e ad inserirlo nel fascicolo telematico. L’operazione richiede circa 10 minuti. Verifico, così,   che ci sono una serie infinita di atti da accettare e il sistema è molto lento e obsoleto, rispetto alle esigenze di celerità richieste dal PCT. Il cancelliere, infine, non mi risparmia la lagna di non avere il tempo sufficiente per stare anche davanti al pc ad accettare tutti gli atti che arrivano. Dopo aver terminato alla I^ sez . civile, mi reco all’ufficio Volontaria Giurisdizione, dove il pct non si sa ancora cosi sia. Ho inviato in via telematica i chiarimenti richiesti dal G.T. nel mese di luglio, ricevendo la quarta pec solo a settembre.  Ma il Giudice non ha fretta, istanza presentata a marzo 2014, autorizzazione pervenuta a febbraio 2015! Logicamente il provvedimento non è firmato digitalmente, quindi occorre recarsi in cancelleria per le copie conformi.

Ma il vero dramma del Tribunale Civile di Salerno è l’apposizione della la formula esecutiva su D.I. resi anche in tempi rapidi dal G.I. e notificati a mezzo pec.

Il cancelliere preposto ha impiegato un mese per apporre la formula esecutiva!!!

Il sistema si inceppa quando c'è bisogno del cancelliere.

Non è che le cose vadano meglio negli altri Fori.

La Corte d’Appello di Napoli, sez. Lavoro, si rifiuta di farmi le copie del ricorso d’appello e relativo decreto da notificare all’appellato, richiamando una disposizione del Presidente che vieta di rilasciare le copie cartacee. Gli atti vanno scaricati dal portale e notificati, dopo che l’avvocato ha apposto attestazione di conformità. Benissimo, l’unico “piccolo” problema é che nessuno ha inserito gli atti sul portale, quindi dove li prendo? L’udienza è ad aprile 2015, quindi i termini sono risicati.

Dovrò chiedere la Grazia a San Gennaro?

Questa la (IN)giustizia nel terzo millennio!!!

Avv. Ilaria Caputi – Movimento Forense Sez. Salerno


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